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Oltre il portale: come EPCX Legal Engine cambia l’architettura del credito

2 Marzo 2026

Intervista a Giovanni Colombarini, Chief Technical Officer di Deda Credit

Nel mondo del credit management, l’innovazione tecnologica è sempre più legata alla capacità di integrazione. Con l’introduzione di EPCX Legal Engine, Deda Credit compie un passo deciso verso una piattaforma realmente componibile. Ne parliamo con Giovanni Colombarini, Chief Technical Officer, per approfondire la visione architetturale e l’impatto concreto per clienti attuali e futuri.

La distinzione non è semantica, è sostanziale. Un portale lo usi, un engine lo integri e questa differenza cambia tutto per chi costruisce ecosistemi digitali. Con EPCX Legal Engine passiamo da un approccio applicativo tradizionale a una logica di componente di piattaforma. Non è più un sistema da collegare con progetti complessi, ma un servizio progettato per essere integrato nativamente negli ecosistemi digitali esistenti.

Questo segna un’evoluzione importante anche dal punto di vista strategico: non stiamo introducendo un nuovo progetto IT, ma un tassello concreto della nostra visione di composable platform nel credito.

Significa che l’integrazione non è un’estensione successiva, ma il cuore del design. EPCX Legal Engine è pensato per essere alimentato e orchestrato esclusivamente tramite API REST, senza dipendere da flussi batch o da infrastrutture di import massivo.

Per i clienti attuali l’evoluzione è prima di tutto architetturale. Non cambia la funzione, cambia il modo in cui può evolversi nel tempo. Il beneficio principale è che si alleggerisce la base tecnologica su cui costruire nuove evoluzioni: via i flussi batch complessi, dentro gli aggiornamenti in real-time lungo il ciclo legale. Il risultato sono costi evolutivi più bassi nel medio periodo e un’innovazione più sostenibile nel tempo.

Per i nuovi clienti il valore è immediato: l’integrazione diventa molto più semplice e meno invasiva. Grazie al paradigma API-first, EPCX Legal Engine può essere inserito direttamente nei sistemi core di credit management o core banking, con implementazioni più rapide, minor impatto sull’IT esistente e un time-to-value significativamente più breve rispetto a soluzioni tradizionali.

È esattamente questo il cambio di paradigma. Con questa evoluzione, il modulo legale diventa un vero engine plug-in, pronto a essere integrato in ecosistemi differenti: piattaforme di credit management, sistemi core banking, data layer e strumenti di analytics.

Questo è uno degli elementi chiave della nostra strategia: costruire un ambiente in cui le capability siano modulari, interoperabili e combinabili nel tempo, invece di applicativi monolitici difficili da evolvere.

È un primo passo concreto verso una piattaforma realmente componibile nel credito. Crediamo che il futuro non sia fatto solo di nuove funzionalità, ma di servizi capaci di integrarsi senza attrito. Passiamo da un modello basato su progetti IT complessi a uno basato su servizi plug-in, progettati per adattarsi alle architetture esistenti.

Questo permette alle organizzazioni di innovare più velocemente, riducendo i costi di integrazione e aumentando la sostenibilità tecnologica nel tempo. EPCX Legal Engine rappresenta l’inizio di questo percorso, ma la direzione è chiara: mettere l’integrazione al centro dell’innovazione, e costruire una piattaforma del credito che sia davvero aperta al futuro.