Garanzie Covid, fine di un’era: dal 2027 il funding bancario cambia le regole del gioco
Una scadenza regolamentare, tre possibili scenari per i portafogli bancari e una domanda strategica: come ripensare il funding quando una parte del collateral potrebbe non essere più utilizzabile?
Il 1° gennaio 2027 segnerà un passaggio importante per il sistema bancario: le garanzie pubbliche Covid-19 perderanno la propria idoneità ai fini del trattamento dei prestiti conferiti nell’ambito del framework ACC di Banca d’Italia.
Si chiude così una fase straordinaria, durante la quale i finanziamenti assistiti dalle garanzie pubbliche SACE e Fondo PMI hanno beneficiato di uno specifico trattamento nell’ambito dello schema ACC.
Ma la vera questione non riguarda soltanto la fine di un regime. Riguarda ciò che accadrà dopo.
Stessi prestiti, nuove valutazioni: cosa cambia per le banche?
Con il venir meno del riferimento alla garanzia Covid, dal 2027 il destino dei finanziamenti interessati dipenderà principalmente dal merito creditizio del debitore, salvo la presenza di garanzie conformi ai requisiti del collateral framework ordinario.
L’effetto sui portafogli bancari non sarà uguale per tutti.
Tre, in particolare, gli scenari possibili.
- il collateral che continuerà a essere eligible;
- il collateral che resterà utilizzabile ma con valorizzazione differente;
- le esposizioni che rischiano di diventare non eligible;
Tre scenari differenti, un’unica esigenza: comprendere tempestivamente come cambierà la capacità di funding della banca.
Il vero tema non è il collateral. È quello che viene dopo.
Per gli istituti bancari, la sfida sarà innanzitutto misurare l’impatto della nuova disciplina sui propri portafogli.
Identificare le esposizioni che resteranno eligible, quelle soggette a una diversa valorizzazione e quelle destinate a perdere l’idoneità sarà il primo passo.
Il secondo, altrettanto importante, sarà quantificare l’eventuale funding gap e individuare le fonti alternative attraverso cui gestirlo.
È qui che una scadenza apparentemente circoscritta al collateral management assume una dimensione più ampia.
Perché il tema non è soltanto quali attivi potranno ancora essere utilizzati, ma come costruire una strategia di funding capace di adattarsi al nuovo scenario.
E se il funding gap diventasse un’opportunità di ottimizzazione?
In un contesto di revisione del funding mix, anche strumenti tradizionalmente associati alla gestione del capitale possono assumere una rilevanza strategica.
È il caso della cartolarizzazione sintetica, che può rappresentare una leva complementare per affrontare l’eventuale funding gap.
Attraverso il trasferimento significativo del rischio e la conseguente ottimizzazione dell’assorbimento patrimoniale, laddove sussistano i requisiti regolamentari, una banca può infatti liberare capacità di capitale da destinare al sostegno di nuova produzione o a una strategia di funding più efficiente.
Non si tratta quindi di sostituire direttamente il collateral che perde idoneità, ma di ampliare gli strumenti a disposizione della banca per gestire in modo integrato risorse, capitale e liquidità.
Il percorso può essere sintetizzato in tre passaggi:
Meno collateral eligible → Revisione del funding mix → Nuove opportunità di capital & funding optimization.
In questa prospettiva, cartolarizzazioni sintetiche e tradizionali, covered bond, secured funding e altre fonti wholesale non rappresentano soluzioni isolate, ma componenti di una strategia da costruire in funzione della composizione degli attivi, della disponibilità di capitale e del profilo di liquidità di ciascun istituto.
Dal collateral management alla funding strategy: il cambio di prospettiva
Il 1° gennaio 2027 non rappresenta soltanto una data da segnare nel calendario regolamentare.
È anche un’occasione per riconsiderare il modo in cui le banche utilizzano i propri attivi e combinano le diverse fonti di finanziamento.
La domanda, allora, cambia.
Non più soltanto: «Quanto collateral perderemo?»
Ma soprattutto:
«Come possiamo utilizzare attivi, capitale e strumenti di mercato in modo più efficiente per compensare l’eventuale funding gap?»
È in questo cambio di prospettiva che la fine del regime delle garanzie Covid può trasformarsi da vincolo regolamentare a opportunità di evoluzione strategica.
Perché il punto non è semplicemente trovare una fonte di funding sostitutiva.
È costruire un funding mix più diversificato, efficiente e resiliente.